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Il mare del Lazio? Secondo uno studio di Legambiente sarebbe troppo inquinato

Il mare del Lazio? Secondo uno studio di Legambiente sarebbe troppo inquinato

Lo dimostrano i dati di «Goletta Verde» di Legambiente: su 15 punti monitorati nelle prime settimane d’estate con analisi lungo le nostre coste, 13 sono risultati inquinati.

Tra le spiagge salve, la prima a Sabaudia, precisamente la spiaggia di Torre Paola e la seconda, la spiaggia a via Scipione a Formia.

I valori batteriologici più alti li possiedono:

-Santa Marinella, in località Santa Severa

- Fiumicino presso la Foce del Tevere

- Comune di Pomezia, presso il Canale su spiaggia di Rio Torto

- Torvajanica, presso il Canale Lungomare delle Sirene

- Ardea, presso il Fosso Grande.

- Nettuno, in località Torre Astura.

- Gaeta, la località Sant’Agostino, nei pressi del torrente Lorgato

- Viterbo, inquinamento alla foce del fiume Chiarone e alla foce del fiume Marta al lido di Tarquinia.

«Da nord a sud il litorale e il mare laziale corrono troppi rischi, tra scarichi e cemento in spiaggia – aggiunge Lorenzo Parlati–. L’inquinamento delle foci va affrontato con determinazione, le fognature miste vanno adeguate come i depuratori».

“A tale proposito - concludono Bonessio e Gasparini - se non sarà il Comune, saranno i cittadini romani a chiedere a gran voce la liberazione della propria costa, sottoscrivendo i referendum proposti dal Comitato ‘Roma si muove’, in particolare quello sul Mare libero“.

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