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Incontro a Palazzo Chigi per discutere delle nuove norme per i taxi

Quella di oggi dovrebbe essere la giornata decisiva, «la madre di tutte le battaglie», come l’hanno definita i sindacati dei tassisti.
Alle 12 è cominciato l’incontro a Palazzo Chigi dove una delegazione dei tassisti è salita per presentare la bozza preparata e votata mercoledì sera proprio al Circo Massimo dalle organizzazioni sindacali da sottoporre al governo.

«Il fatto che il prefetto ci abbia diffidato e che minacci la precettazione non ci aiuta a raffreddare gli animi in piazza e rende tutto più difficile». Lo ha detto il presidente di Uritaxi e 3570 Loreno Bittarelli prima di entrare a Palazzo Chigi.

Forti disagi, inoltre, si registrano all’aeroporto di Fiumicino e alle stazioni ferroviarie di Roma, dove ad attendere i passeggeri non ci sono taxi.
A Milano, le auto bianche sono ferme in assemblee spontanee in attesa di notizie dell’incontro a Roma ed è difficile trovare taxi agli aeroporti e alle stazioni. A Genova, centinaia di auto bianche ferme in piazza De Ferrari per il terzo giorno consecutivo.

Sono tre i punti su cui verte il confronto:
-No delle 23 sigle sindacali alla competenza dell’Autorità delle reti sulla concessione di nuove licenze;
-No ancora alla extra-territorialità;
-No alle licenze plurime.

Alemanno, intanto, ha aggiunto di condividere la bozza di riforma del comparto taxi presentata dalla categoria: «Nella bozza, c’e’ un punto per noi decisivo: si ripristina la potestà dei Comuni rispetto al Trasporto pubblico non di linea. Le autorità nazionali non devono espropriare i comuni di questo potere. Su questo c’e’ una piena convergenza dell’interesse dei Comuni e di quello dei tassisti».

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