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Sciopero dei Tir, disagi sulle strade, frutta e verdura rincarati

La protesta degli autotrasportatori dilaga e crea disagi in tutta Italia.
Circolazione in tilt e caselli autostradali bloccati.
I camionisti (e non solo loro) protestano contro gli aumenti del gasolio, dei pedaggi autostradali e dell’Irpef e hanno intenzione di andare avanti almeno fino a venerdì.

«Non ce la facciamo più - dicono -. Anche noi inseguiamo un futuro per le nostre famiglie».

I sindacati sono divisi, ma l’adesione alla protesta voluta da Trasportounito è andata ben al di là delle aspettative.

Oggi stop per il primo turno di tutti gli stabilimenti Fiat a causa del mancato rifornimento dei componenti.

Inoltre alle pompe di benzina i carburanti cominciano a scarseggiare e il prezzo dei generi alimentari rischia di schizzare alle stelle.

Un chilo di zucchine romanesche oggi, andando al mercato, costa 6 euro al chilo. Il doppio di una settimana fa. E chissà quanto ancora potrà salire.
Già ieri sera, al Centro Agroalimentare di Roma raccontavano di «pesanti difficoltà di approvvigionamento ortofrutticolo nel Car per tutta la giornata».

«Lo sciopero in atto nel settore dei trasporti – spiegano dal centro Agroalimentare -, i blocchi di alcuni dei caselli autostradali centromeridionali più utilizzati dagli autotrasportatori in movimento da Sud carichi di frutta e verdura per i mercati all’ingrosso del centronord e i timori degli spedizionieri stranieri degli eventuali lunghi fermi obbligati dei prodotti freschi spediti in Italia hanno ridotto del 70% i flussi di ortofrutta entrati nel CAR».

Secondo i dati della Direzione operativa di Cargest, calcolati insieme ad alcuni dei grossisti interni,
«oggi solo un 30% e non più dei volumi di merce attesi nei box dell’Agromercato di Guidonia sarebbero arrivati a destinazione».

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