Condannato Riccardo Schicchi, favoriva la prostituzione
Lo sottolinea la Cassazione nella sentenza 42413 depositata oggi con le motivazioni in base alle quali, nell’udienza dello scorso sei ottobre, ha confermato la condanna a quattro anni e due mesi di reclusione per Riccardo Schicchi, l’agente di molte pornodive.
I supremi giudici hanno replicato che «costituisce comportamento prostitutivo anche quello di denudarsi a fine di lucro in presenza di più persone consentendo contatti tattili e baci, sicchè risponde di favoreggiamento o agevolazione dell’altrui prostituzione colui che tale specie di convegno organizzi, promuova o al quale comunque dia opera».
In poche parole, Schicchi è stato condannato per aver tenuto una «condotta» diretta a «favorire e sfruttare prestazioni che oggettivamente» sono risultate «tali da stimolare l’istinto sessuale».
Per questa vicenda Schicchi ha già scontato un periodo di carcere e non dovrà tornarci in quanto, si è appreso dai suoi difensori, la condanna è coperta dall’indulto.

