69°ANNIVERSARIO DEL BOMBARDAMENTO CITTA’ DI MARINO

69°ANNIVERSARIO DEL BOMBARDAMENTO CITTA’ DI MARINO

Aula consiliare gremita. Di cittadini, autorità civili, militari, religiose. Rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’armi, studenti, insegnanti, associazioni di volontariato, artisti. Tutti insieme, uniti da un unico afflato, per ricordare il 69° anniversario del bombardamento alleato di Marino del 2 febbraio 1944.

Un evento di drammatica portata, uno tra i momenti più tragici della storia della città che provocò quasi quattrocento vittime, tantissimi feriti e la devastazione di gran parte del centro storico e del patrimonio artistico ivi custodito.

Marino, a distanza di sessantanove anni, non ha mai dimenticato quanti, tra i suoi figli, quel giorno furono costretti a conoscere l’aspetto peggiore e più drammatico del conflitto.

Nel ricordo commosso di quanti hanno lottato, sofferto e perso la vita per la libertà e la prosperità del Paese, il sindaco Adriano Palozzi con il presidente del Consiglio comunale Stefano Cecchi e i membri la Giunta ed il Consiglio, ha rivolto oggi il proprio pensiero alla città per ricordarne, ancora una volta, la ferma volontà di ripudiare la guerra, in nome della pace.

Citando Zaccaria Negroni, primo Sindaco del dopo guerra che, già nella stagione delle bombe e dell’occupazione, si prodigò per salvare la città e poi, da primo cittadino, dopo la Liberazione, ne volle seguire la ricostruzione su fondamenta salde, Palozzi ha ricordato la volontà del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di ridare costantemente la parola alla memoria, per trasformare la storia nel luogo dove passato, presente e futuro continuano ad incrociarsi.

Per comprendere meglio il grande dono della vita e della pace, da difendere, sempre, in nome dei valori di libertà, amicizia e fratellanza universale.

Gli alti valori di vita di cui lo stesso Pontefice Benedetto XVI ha parlato nella sua recente visita ai Castelli Romani. Lo stesso messaggio che, 50 anni fa, lanciò Papa Giovanni XXIII nel corso della sua breve visita a Marino.

In occasione del 69° anniversario del bombardamento della città, l’artista marinese Giglio Petriacci, accolto dall’assessore alla Cultura Otello Bocci, ha voluto donare al Comune di Marino un’opera di sua creazione, «Deflagrazione», una lamina in ferro sbalzato a rappresentare, tramite l’illuminazione dal retro e le lacerazioni prodotte sulla sua superficie, l’esplosione devastante di una bomba.

Ispirata ai funesti eventi bellici del 1944 di cui lo scultore è stato testimone diretto, è stata oggi installata nella Sala del Vestibolo di Palazzo Colonna, cuore della città e luogo simbolo della vita politica, dove sono già presenti altre opere di insigni artisti locali vissuti o viventi nel territorio cittadino come Umberto Mastroianni, Stefano Piali, Paolo Marazzi.

Un dono molto importante, un’opera densa di significato ad imperitura memoria di uno degli eventi più drammatici della storia cittadina.

Presente il critico letterario Franco Campegiani che, nel suo raccontare l’artista e le motivazioni che lo hanno spinto a creare la scultura donata al Comune di Marino, ha invitato a riflettere e meditare sugli orrori della guerra. Per potersi innamorare della pace.

All’evento, concluso con la benedizione di monsignor Pietro Massari, abate parroco della basilica di San Barnaba e la deposizione della corona d’alloro al Monumento ai caduti di piazzale degli Eroi, hanno preso parte i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma Nilo Rizzo (A.N.P.I.) e Leopoldo Martini (A.N.P.P.I.A.).

Con loro il consigliere provinciale Ugo Onorati, il sindaco di Castelgandolfo Milvia Monachesi e il vice sindaco di Nettuno Luigi Visalli.

Poi la Croce Rossa e l’Avis di Marino, la Protezione Civile, gli esponenti locali dell’Associazione Nazionale Carabinieri e il Corpo Guardie Zoofile.

Il commento musicale dell’evento è stato curato dal Filarmonico «Enrico Ugolini». Presente una rappresentanza degli studenti del liceo artistico «Paolo Mercuri» di Marino.

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