Comune di Roma e la guerra contro le miniaffissioni

Comune di Roma e la guerra contro le miniaffissioni

Guerra aperta alle miniaffissioni, che il Campidoglio ha deciso di debellare: 400 euro di multa ai trasgressori e la promessa (finora mantenuta) della tolleranza zero.

I numeri non danno spazio a interpretazione: 300mila verbali in un anno elevati dai Pics (il nucleo speciale della polizia municipale). Il sistema messo a punto dai vigili è semplice ed efficace: durante i controlli fotografano il cartello illegale, segnano il numero di telefono dell’inserzionista e con il sistema di accertamento Siatel individuano l’intestatario. Poi spediscono il verbale da 400 euro per affissione abusiva.

I maggiori controlli sono stati effettuati nelle zone universitarie, dove pali della luce, cartelli stradali, muri e bacheche fai da te vengono prese d’assalto da annunci di ogni tipo: dagli sgombera cantine, ai traslochi veloci, passando per l’affitto di stanze e la vendita di libri e appartamenti.

Ma il decoro non guarda in faccia a nessuno: chi affigge in maniera fuorilegge viene multato.

«Il processo di individuazione – spiegano dal comando – è tortuoso a volte. Specialmente quando ci imbattiamo in agenzie immobiliari o mediatori di vendita. Le disposizioni del gabinetto del sindaco sono state tassative: il decoro va tutelato. Spesso poi alcuni cartelli rendono invisibili le indicazioni stradali e quindi si commette anche una grave infrazione al codice della strada».

Ma i consumatori insorgono: «Siamo sommersi dai ricorsi delle persone multate. Come si fa a stabilire se un cartello è stato affisso dalla persona indicata nel numero di telefono?»

(Leggo.it)

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