Crimini, furti e borseggi a Roma

Crimini, furti e borseggi a Roma

Per gli americani bisogna tenere gli occhi aperti soprattutto alla stazione Termini, nei bar vicino al Colosseo, Colle Oppio, Campo dei Fiori e Piazza Navona.

I piccoli rapinatori spesso lavorano in gruppo o in coppia e creano diversivi per distrarre il malcapitato. Ma può darsi anche che ti offrano da bere e che nel drink versino del sonnifero. In questo caso, soprattutto le donne, possono diventare oggetto di violenza sessuale.

Per i francesi, invece, il problema sono soprattutto gli autobus in servizio sulle linee 64 e 40 e la metropolitana della linea A, la più “turistica” secondo la loro stessa definizione. Alle zone già segnalate dagli americani i cugini d’oltralpe aggiungono Fontana di Trevi, Corso Vittorio Emanuele e via del Corso. E se ci si muove con la macchina, meglio tenere saldamente chiusi sportelli e vetri anche con la vettura in movimento.

Più generici i belgi che non entrano nel dettaglio, ma fanno notare che “come turisti in Italia si rischia tutto l’anno di rimanere vittime dei borseggiatori nelle metropolitane, sugli autobus, alle stazioni e negli aeroporti”. E a Roma (ma anche Milano e Napoli) questi mezzi di trasporto sono tutti presenti e ampiamente frequentati.

I tedeschi invece registrano anche le “nuove” tecniche utilizzate nei confronti dei “turisti distratti”, come il “trucco della gomma a terra” o gli “spintoni” in luoghi affollati. Le loro segnalazioni riguardano soprattutto la linea ferroviaria tra l’aeroporto di Fiumicino e la stazione di Trastevere, oltre a tutte le aree nei pressi delle stazioni ferroviarie, dove “è necessario essere più vigili”. E c’è anche una “menzione speciale” che riguarda i furti vicino alla spiaggia, “per esempio a Ostia, vicino Roma”.

Fotocopiate i documenti, non portate telecamere o borse o macchine fotografiche dal lato della strada per evitare furti con il motorino, non lasciate nulla nelle macchine e attenzione ai furti di camper, soprattutto lungo il Litorale. E attenti anche a chi si qualifica come “polizia” o “polizia internazionale”, meglio sempre chiedere un documento di riconoscimento.

(ilMessaggero.it)

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