Delitto di Via Poma, Brusco presenta l’appello contro la sentenza

Delitto di Via Poma, Brusco presenta l’appello contro la sentenza

Raniero Brusco, il presunto assassino della Giovane Simonetta Cesaroni, trovata morta il 7 agosto 1990 in un uffico a Roma sito in Via Poma ha depositato l’appello contro la sentenza emessa nei suoi confronti il 26 gennaio scorso dalla III Corte d’assise di Roma.
Otto i motivi d’appello redatti dall’avvocato Paolo Loria, difensore di Busco.
Nell’atto si sottolineano le carenze, ad avviso della difesa, delle motivazioni della sentenza di primo grado.

“Raniero Busco non ha ucciso Simonetta Cesaroni. Le nostre convinzioni non sono state scalfite per nulla dalla sentenza di primo grado. Il giudizio della corte d’assise a nostro avviso e’ immotivato. Speriamo che l’appello rimetta le cose a posto”.

Dopo aver sottolineato «l’assoluta aderenza della Corte alle tesi del pm e aver contestato punto per punto ognuno degli elementi costitutivi dell’impianto probatorio (definiti «insufficienti, contraddittori e illogici»), la richiesta è: assolvere Busco per non aver commesso il fatto o ridurgli, in modo ingente, la pena.

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