Donna decapitata all’Eur, Leonelli e Gaza

Donna decapitata all’Eur, Leonelli e Gaza

Un volto a due facce. Il cuore di Federico Leonelli, esperto informatico ed uno zio bravissimo che si prodigava con i figli della sorella.

Su di lui l’ombra della depressione. «Due anni fa era morta la compagna con la quale stava insieme da 17 anni – racconta semper la sorella – avevano vissuto anche all’estero, a Madeira». Un dolore che per Federico Leonelli sarebbe stato un punto di non ritorno.

Un quadro difficile ma troppo lontano dalla mattanza di cui si è reso protagonista L’identikit degli investigatori lo ritraggono con i suoi anfibi neri e quei pantaloni militari dietro i quali qualcuno ha fatto allusioni a una insana passione per le armi. Ma così non è, ripete ancora una volta la sorella, anche se tutti quei coltelli usati per il delitto lasciano un punto interrogativo.

«Si era fissato con la religione, voleva andare in Israele, arruolarsi nell’esercito e combattere contro i palestinesi. Gli avevano negato il visto due volte e per questa ragione era anche andato a parlare col consolato israeliano».

Lo sostiene Giovanni Ciallella, proprietario della villetta romana in cui Federico Leonelli ha decapitato la colf, in un’intervista al Tempo. «Conoscevo Federico da circa dieci anni, aveva lavorato con me a un progetto internet tra il 2004 e il 2005, poi l’ho perso di vista quando è andato a vivere a Madeira con la sua compagna, che a suo dire è morta per embolia», racconta Ciallella.

«Quando l’ho conosciuto era totalmente ateo, abbiamo parlato più volte di Dio ma diceva di non credere in niente», prosegue Ciallella. «Poi diceva di aver scoperto di essere di origini ebree, ha cominciato a studiare la storia, durante la notte sparava a tutto volume filmati sulla religione, parlavano alcuni rabbini, diceva di conoscerne uno anche a Roma, e si era convinto a voler andare in Israele per arruolarsi».

Federico Leonelli, l’uomo che ha ucciso decapitandola una donna ucraina domenica scorsa a Roma, è morto dopo essere stato colpito da più di un colpo di pistola al torace. È quanto emerge dall’autopsia svoltasi all’istituto di medicina legale del policlinico di Tor Vergata.

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