Dopo l’Imu arriva la Tares

Dopo l’Imu arriva la Tares

Dopo l’Imu, la Tares, un nuovo incubo per i cittadini.

Il cambio della tariffa sui rifiuti, prima Tarsu, poi Tia, ora – appunto – Tares  sarà meno gravosa dell’Imu, ma ugualmente poco gradita. Sicuramente, secondo quanto stabilito dal governo nella legge di Stabilità, di 30 centesimi a metro quadro per ogni proprietario di casa o per chiunque occupi o detenga locali suscettibili di produrre rifiuti. Ma, con ogni probabilità, questa cifra sarà destinata a crescere.
Il Campidoglio, come gli altri Comuni, può infatti aumentare la nuova tariffa fino a 40 centesimi al metro quadro, per coprire i costi relativi ai cosiddetti «servizi indivisibili»: illuminazione pubblica, polizia locale, verde, manutenzione stradale. E visto che, secondo il decreto legge, la Tares dovrà coprire anche il costo del servizio per le utenze domestiche cittadine, l’aumento da 0,30 a 0,40 centesimi a livello locale è pressoché inevitabile.
Al Campidoglio stanno facendo i conti: «Non abbiamo ancora deciso nulla, la nuova tariffa entra in vigore a gennaio, ma il pagamento è slittato ad aprile. Attendiamo ancora notizie certe», spiegano dall’assessorato al Bilancio.

 

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