Guerra alla sosta selvaggia

Guerra alla sosta selvaggia

Nelle scorse settimane s’è parlato della lotta alla doppia fila, al divieto di sosta. C’è stata l’implementazione dei servizi di controllo della velocità e stanno arrivando i nuovi strumenti per il controllo delle infrazioni alla sosta selvaggia, non senza qualche polemica come quella innescata sulla legittimità, o meno, dello street control e delle multe a raffica, che poco preoccupano il Campidoglio.

Ora, il settore sotto esame è quello delle rimozioni, un comparto al centro di un’inchiesta giudiziaria, che vanta numerose figuracce per varie gestioni scellerate del passato finite in mezzo a scandali e polemiche. Il comandante della polizia municipale, Raffaele Clemente, ha messo un nuovo filtro, con paletti molto più rigidi, pubblicando il bando di gara per aggiudicare il servizio nel 2015, perché se nel 2005 le rimozioni toccavano quota 80mila, negli ultimi anni sono scese a 30mila l’anno, lasciando la città in balia dei furbetti della sosta selvaggia. In ballo rimozioni e ganasce nei quindici municipi capitolini, suddivisi in tre lotti (non più in due), per un importo complessivo di 11 milioni 680mila euro e una durata di 30 mesi. Chi si aggiudicherà l’appalto, però, dovrà rispettare una serie di regole, garantendo il servizio, altrimenti dovrà pagare pesanti penali. Un implementazione delle regole, che secondo i vigili garantirà un servizio più efficiente.

 

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