Medicina alternativa riconosciuta anche in Italia

Medicina alternativa riconosciuta anche in Italia

Dopo decenni in cui le cosiddette “Medicine Alternative” venivano studiate e praticate in laboratori ed Università in Paesi come Francia, Stati Uniti, Cina, Russia o Giappone, finalmente anche il Governo Italiano, con netto ritardo si è deciso a ufficializzarli a livello nazionale. I benefici sono per tutti: per i pazienti, che saranno più tutelati e sapranno a chi rivolgersi senza temere strane truffe, i medici che praticano queste terapie alternative ed anche la Scienza, che potrà avere a disposizione casistiche più ampie di studi sugli effetti di varie discipline.

Che agopuntura, fitoterapia, omeopatia o antroposofia avessero dei fondamenti nella pratica si era sempre detto ma l’origine “incerta” e la variabilità dei risultati di queste discipline le aveva sempre portate ad essere guardate con sospetto dal mondo accademico Italiano.

Eppure, i casi in cui le cosiddette terapie complementari hanno aiutato esistono, e, che si tratti di effetto placebo, psicologico o meno, le medicine alternative hanno destato molto interesse da sempre. Lo dimostrano anche il marketing e il numero crescente di offerte per la medicina alternativa che oramai si possono trovare facilmente su siti di sconti come Groupon o Glamoo. Anche in passato erano in molti i pazienti che le sceglievano nel pieno diritto di pretendere alternative alla medicina tradizionale da praticare con sicurezza ed altrettanti erano i medici lungimiranti decisi ad usare una vasta gamma di strumenti che non si limitasse ai soli medicinali di sintesi chimica o alla chirurgia. Questi medici, attratti dalla sperimentazione alternativa in Italia erano già 20.000, molti dei quali Medici laureatisi in Italia e poi specializzatisi all’estero, adesso finalmente godranno di uno status ufficiale di esperti nelle medicine complementari.

Per fregiarsi di questo titolo bisognerà essere in possesso di Master o corsi triennali e tirocini presso medici esperti nel settore. Il vuoto legislativo, colmato con la firma il 30 dicembre di un accordo Stato-Regioni, ancora è vuoto nei fatti: sta alle singole Regioni infatti adeguarsi e come sempre ci sono regioni “pioniere” come la Toscana che è stata la promotrice del provvedimento. Le altre dovranno informare i cittadini, stilare appositi elenchi di esperti ed erogare i corsi riconosciuti a livello nazionale per la formazione di nuovi professionisti nel settore.

Anche se come dicevamo prima, tutti gli studi Governativi di vari Paesi, bollano la medicina come alternativa, proprio in virtù del fatto che non è in linea con i principi scientifici ed il rigore che questi impongono nella postulazione e verifica delle teorie, non mancano casi che pur se “rari” e quindi non utilizzabili a fini statistici secondo la Scienza sono in ogni caso prova che alcune di queste terapie offrono effettivamente un sistema di guarigione che può adattarsi al paziente che lo sceglie ed aiutarlo realmente a stare meglio.

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