Metro C, allarme della Soprintendenza

Metro C, allarme della Soprintendenza

Manca appena un mese e la realizzazione della stazione Fori Imperiali della metro C miete polemiche. Il nuovo progetto esecutivo del Comune ha fatto saltare sulla sedia la Soprintendenza archeologica di Roma che, come ha dichiarato, “ha visto per la prima volta sul giornale” gli elaborati progettuali del Comune. E per legge deve esprimersi sui piani che coinvolgono le aree e i monumenti antichi.

Cuore della querelle è l’ingorgo che da fine gennaio al 2020 si innescherà tra via dei Fori Imperiali e piazza del Colosseo. Bisognerà fare i conti con l’ingombro dell’area di cantiere di 350 metri lineari, il traffico mantenuto su tre corsie per autobus, automobili, motorini e mezzi pesanti. Non da ultimo, il “caso” della fermata dell’Atac che il Campidoglio propone di spostare più avanti verso via Labicana, ma in un punto che cadrebbe nei 15 metri della fascia di sicurezza, esponendo viaggiatori e pedoni al rischio che l’area off limits dovrebbe annullare.

La realizzazione della metro C è molto importante per il futuro di Roma e sui lavori la Soprintendenza ha espresso parere favorevole già nel 2009, prescrivendo però l’assunzione di tutte le misure per tutelare i monumenti archeologici, proteggere la sicurezza di turisti e pedoni e salvaguardare l’indotto economico”, dichiara la Soprintendente Mariarosaria Barbera.

“Con l’avvio dei cantieri della metro C, è necessaria la massima collaborazione per facilitare il flusso delle persone a piedi o che arrivano al Colosseo con l’autobus o metro B, anche rivedendo il sistema generale del traffico veicolare, che di solito aumenta i disagi creati da qualunque cantiere”, incalza la Barbera.

“Gli uffici chiamati a progettare e organizzare per i prossimi sette anni lo spazio antistante il Colosseo e i Fori imperiali hanno un compito delicato – sottolinea la Barbera – quello di orchestrare i lavori senza che venga meno l’agibilità dello spazio più frequentato da turisti e residenti. Turbare questo equilibrio significa danneggiare un indotto economico fondamentale. Si tratta di affrontare il pericolo che i turisti voltino le spalle alla città: oggi bastano un mese di tweet e di giudizi negativi sul web per mettere in ginocchio prima i tour operator e, a catena, le imprese romane”.

(Repubblica.it)

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