Misseri intervistato da Matrix “Ho ucciso io Sarah”

Misseri intervistato da Matrix “Ho ucciso io Sarah”

Michele Misseri è stato scarcerato, portato in ospedale a fare i relativi controlli sulla propria salute fisica e psichica e mandato a casa.
Una casa vuota, triste.
Sabrina, la figlia, indagata per l’uccisione della cugina e Cosima la Moglie, sono ancora rinchiuse in carcere.
Lo zio della piccola uccisa, ha partecipato ad un’intervista esclusiva su Matrix, in parte andata già in onda nel tg delle 20.

Qui di seguito alcuni stralci della sua dichiarazione:

«Io l’ho presa di spalle, lei non ha fatto nessun urlo, niente. Io tutti i miei nervi li ho scaricati tutti sopra Sarah, tutti».
«Mi sento malissimo. Perchè gli innocenti – aggiunge – stanno in carcere e io che sono il colpevole veramente sto fuori».
A chi gli chiede se sua moglie c’entra in questa storia lui ribadisce: «Niente c’entra. A me non mi hanno mai creduto. Sono stato io a fare tutto. L’ho detto sempre che mi sono pentito. Io non lo volevo fare, non so perchè mi è successa così questa cosa…».
Michele Misseri racconta e mima quanto, secondo il suo racconto, è successo in garage il 26 agosto scorso. «Ho avuto un calore alla testa quando ho alzato Sarah. Quando l’ho appoggiata a terra mi è arrivato un calcio, da Sarah sul parafango c’era un pezzo di corda, io l’ho preso, l’ho buttato al collo e l’ho girato. Non so neppure io come ho fatto. Io l’ho presa di spalle, lei non ha fatto nessun urlo, niente. Io tutti i miei nervi li ho scaricati tutti sopra Sarah. Tutti»
Un messaggio per Cosima e Sabrina? «Mi dispiace di quello che ho fatto, specialmente Sabrina che non so come devo dire perdono, a una figlia, come faccio a chiederle perdono?».
Inoltre ha dichiarato di volersi uccidere: «Volevo ammazzarmi con il veleno, un veleno potentissimo, già pochi giorni dopo l’omicidio ma poi ho pensato che non avrebbero mai trovato Sarah. L’ho raccontato anche agli inquirenti. Se mi uccidessi adesso rimarrebbero due persone innocenti in carcere. Ma io morirò sulla tomba di Sarah, con un grande foglio in cui scriverò arrivederci».

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