Riaffora venti metri sotto terra l’acquedotto Appio

Riaffora venti metri sotto terra l’acquedotto Appio

Prima nove antichi pozzi romani, a distanza di 45 metri l’uno dall’altro, di due metri per due, foderati di tufo. E poi sotto, esplorati dagli speleologi, cinquecento metri di un acquedotto che riaffiora al “sesto miglio” della Prenestina, proprio davanti alla facciata di mattoncini rossi del nuovo ipermercato Esselunga.
La scoperta è stata fatta dagli archeologi della Soprintendenza guidata da Francesco Prosperetti. E si tratterebbe proprio di quell’acquedotto Appio, di cui trentacinque metri di tracciato sono stati riportati alla luce a diciassette metri di profondità nelle viscere del Celio durante gli scavi per i lavori della linea C della metropolitana.

Il contesto è preciso. “Si tratta” spiegano l’archeologo che sovrintende alla zona Stefano Musco e l’archeologa degli scavi Federica Zabotti “di un quadrilatero compreso tra le vie Prenestina, Valente, Collatina e Palmiro Togliatti  e noto da sempre con il toponimo di “Cappellette”. Ed è qui che, durante i sondaggi preventivi fatti per l’insediamento del Nuovo Centro Servizi Prenestina, che sono emersi i pozzi disposti in modo ordinato su di un pianoro di tufo che fiancheggia la valle del Fosso di Centocelle, che oggi non esiste più perché è stato intubato”.

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