Roma e il commercio amichevole: una sfida per scagliarsi contro gli sprechi

Roma e il commercio amichevole: una sfida per scagliarsi contro gli sprechi

Così come facevano i popoli antichi con qualsiasi oggetto e materia prima, anche a Roma torna il commercio mediante il baratto. Niente banconote, nessuno scontrino, basta trovare l’oggetto che fa per te, scambiarlo con uno di tua proprietà e voilà, il gioco è fatto!

L’evento porta il nome di Fashion Swap Mom&Kids, ossia un vero e proprio baratto di vestiti avvenuto sabato 12 marzo presso il Fleming Home. Sia donne sia bambini dagli 0 ai 16 anni potevano ritrovarsi nel posto e svuotare i propri armadi di tutti gli abiti e gli accessori che non si utilizzano più. In tal modo, con un po’ di fortuna, poteva anche capitare di imbattersi in paia di jeans Dondup, o di altri grandi firme, a zero euro! Tutti i vestiti che non hanno trovato un nuovo padrone, sono stati donati all’associazione “Salvamamme” che si occupa di fornire un supporto materiale e morale a tutte le famiglie in gravi difficoltà economiche e sociali.

La Capitale negli ultimi tempi è diventata promotrice degli acquisti a costo zero, infatti, oramai a Roma si sono moltiplicati gli Swap Party. Questi ultimi sono gli eventi nei quali avviene lo scambio di ogni genere di oggetti sotto forma di baratto. Uno tra questi è quello presente all’interno del nuovo Mercato di Testaccio. Il Baratto in questione, noto appunto come Baratto di Testaccio, è un vero e proprio stand nel quale si possono lasciare e ritirare sia abiti usati sia borse in stile vintage. Molti bar e locali da after-hour si offrono di mettere a disposizione aperitivi e stuzzichini accanto all’angolo di commercio vintage.

Questi eventi sono sicuramente la risposta al crescente bisogno di allontanare la negatività che emerge dalla pessima situazione socio-economica in cui versa mezza Europa: il denaro circola poco, tuttavia non si deve necessariamente rinunciare ai nuovi acquisti. Il baratto, infine, è anche un modo per tramandare alle giovani generazioni la possibilità di riutilizzare capi semi nuovi e di non abbandonarsi a fiumi di acquisti che, molto spesso, si traducono in montagne di sprechi.

Condividi questo post