Roma sconfitta 3-0 dal Porto

Roma sconfitta 3-0 dal Porto

La Roma dice subito addio alla Champions. Anzi, per la verità, non è riuscita nemmeno a entrarci. Si è fermata al playoff, come è successo, ad altri club italiani, sei volte nelle ultime sette stagioni. Prima dei giallorossi, sono state eliminate la Lazio, il Napoli, l’Udinese (che ha concesso il bis) e la Sampdoria. Il gruppo di Spalletti ha dimostrato, perdendo 3 a 0 all’Olimpico contro il Porto, di non essere ancora competitivo per l’Europa che conta. Più psicologicamente che tecnicamente. Tre espulsi nelle due partite dei preliminari non sono giustificabili. Se la doppia ammonizione di Vermaelen all’andata va catalogata come ingenuità, non si possono accettare i due Rossi diretti di De Rossi, nella circostanza anche capitano, ed Emerson. La figuraccia e’ da condannare anche perché indebolisce l’immagine della società che ora dovrà intervenire.

I nervi della Roma hanno ceduto nella partita fondamentale per l’annata che è appena cominciata. Il club perde milioni che avrebbero aiutato Pallotta a rispettare il Financial Fair Play e Spalletti fallisce il primo obiettivo stagionale, finendo subito in Europa League. La difesa, in emergenza per l’assenza di 6 giocatori, è crollata alla prima palla inattiva. E il miglior attacco del campionato, scorso e attuale, si inceppa. Con Spalletti, in 23 partite (2 di questa stagione), è successo solo 4 volte. E 2 di 3 della scorsa stagione proprio in Champions, ma contro il Real. L’altra contro la Juve, allo Stadium di Torino. Ma l’ultima, all’Olimpico contro il Porto, ha inciso più delle altre. È vero che sarebbe bastato anche lo 0 a 0 per passare. Ma i giallorossi solo 1 volta, nelle ultime 32 gare continentali, sono riusciti a non subire gol (incassandone negli altri 31 addirittura 69: media di 2,22 a partita). Il 9 dicembre del 2015, contro il Bate Borisov, con Garcia in panchina e tra i fischi del pubblico. Ma quella sera la Roma festeggiò la promozione agli ottavi.

(IlMessaggero)

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