Dopo quasi 17 ore di trattativa, quando mancavano pochi minuti alle 4 di notte, i sindacati hanno detto «sì».

E il Campidoglio, a ridosso dell’alba di ieri, ha potuto annunciare di avere incassato il «via libera» alla riforma del salario accessorio, vale a dire l’insieme dei bonus che finiscono ogni mese nella busta paga dei 24mila dipendenti capitolini.

Bonus che prima venivano distribuiti “a pioggia”, «in modo irregolare» secondo gli ispettori del Ministero dell’Economia, e che ora invece sono stati agganciati al merito e alla produttività. Con il fondo dedicato alle indennità che aumenta del 5,7%, passando dai 148 milioni del 2014 ai 157 milioni del 2015.