San Raffaele Pisana, occupata pediatria

San Raffaele Pisana, occupata pediatria

Se i vertici del Gruppo San Raffaele (13 cliniche solo nel Lazio) decidono la chiusura di tre case di cura a Cassino, Viterbo e Montecompatri per i 260 milioni di crediti vantati con la Regione, medici e malati non vogliono rinunciare a rivendicare il diritto alla salute e al lavoro e occupano la pediatria dell’istituto scientifico San Raffaele Pisana.

La protesta scoppiata lunedì 3 «andrà avanti fino a venerdì – sottolinea Giorgio Albertini, responsabile del Dipartimento per le disabilità dello sviluppo infantile -. Abbiamo sospeso l’attività ambulatoriale e il day hospital».

Solo il centro di pediatria «assiste circa 2.500 bambini con disabilità, provenienti da tutta Italia – ricorda il primario -. Abbiamo contattato i genitori e spiegato loro la situazione, bloccando il reparto per protestare contro una situazione drammatica».

Albertini punta il dito «contro i mancati pagamenti della Regione per prestazioni che invece sono state eseguite, e per i criteri obsoleti utilizzati dall’Agenzia di sanità pubblica (Asp) per valutare la nostra attività».

Due elementi che hanno «messo in crisi la nostra riabilitazione pediatrica – precisano dal San Raffaele Pisana –. La Regione ha atteggiamenti fortemente discriminatori nei nostri confronti, nonostante la qualità del lavoro che nel Gruppo viene portata avanti. È incredibile come in questi mesi abbiamo sempre sbattuto contro muri di gomma».

Con la chiusura delle cliniche di Cassino, Viterbo e Montecompatri, decisa nei giorni scorsi, saranno mille tra medici, infermieri e ausiliari a rimanere senza lavoro. Ma non andrà meglio alle centinaia di malati con gravi problemi psichiatrici, o che hanno bisogno di riabilitazione cardiologica, neuromotoria e respiratoria, e agli anziani non autosufficienti, oltre alle cure per i pazienti terminali che nei prossimi giorni verranno cancellate nelle tre strutture.

(Corriere.it)

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