Presentato ordine del giorno collegato al bilancio regionale
“Ho avuto modo di conoscere i pazienti e le loro famiglie, i veri protagonisti della vicenda Stamina, resto dell’idea che le cure compassionevoli non possano essere negate e che, a prescindere dalle notizie contrastanti, è necessaria una maggiore trasparenza per evidenziare i risultati positivi raggiunti. Nel nome della libertà di cura continuo la mia battaglia per l’accesso alle cure staminali anche nel Lazio perché, se c’è un minimo di speranza, le Istituzioni hanno l’obbligo di approfondire e verificare, davvero, cosa accade con questo metodo”, così dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio e componente della commissione Salute, che ha presentato un ordine del giorno collegato alla Legge di Stabilità regionale 2014.
“Anche a seguito della nomina del nuovo comitato scientifico da parte del ministero della Salute, in sede di bilancio regionale, ho voluto portare questa realtà nella speranza che l’ ordine del giorno avrà anche il favore della maggioranza di centrosinistra. Nell’atto si impegna infatti il Presidente della Regione Lazio Zingaretti ad individuare concrete soluzioni, nel rispetto del Decreto Turco-Fazio, garantendo a coloro che ne necessitino l’accesso alle cure compassionevoli, a valutare le condizioni delle persone che da due anni si sottopongono al metodo Stamina e interpellare i medici che hanno seguito i pazienti durante la cura staminale potendone riscontrare i risultati, a valutare l’eventuale opportunità di effettuare le cure compassionevoli a base di cellule staminali anche mesenchimali all’interno delle strutture della Regione Lazio. In attesa dell’eventuale individuazione di strutture nell’ambito della Regione Lazio, si richiede di consentire ai pazienti, già inseriti in lista d’attesa presso gli Spedali Civili di Brescia, sulla base di ordinanze positive da parte del Tribunale del Lavoro, di poter accedere alla terapia a base di cellule staminali mesenchimali all’interno di strutture ospedaliere già individuate in altre Regioni italiane le quali, seppur dichiaratesi disponibili ad iniziare ad effettuare prelievi e infusioni di cellule staminali mesenchimali, risultano essere ancora in attesa di un esito positivo dell’iter autorizzativo”, conclude la nota.