Teatro Belli, “TREND – nuove frontiere della scena britannica”

Teatro Belli, “TREND – nuove frontiere della scena britannica”

TREND nuove frontiere della scena britannica

28 ottobre – 17 novembre 2014

TEATRO BELLI

Spalanchiamo per la tredicesima volta una finestra sugli orizzonti della scrittura teatrale dell’Oltremanica, gettiamo uno sguardo ai modi di ritrarre l’uomo e la donna in società o ai margini della società in questo non facile inizio di terzo millennio ad opera di autrici e autori inglesi che compongono un panorama sempre di riferimento per i palcoscenici giovani, intellettuali e popolari di mezzo mondo. Apriamo un varco sulla drammaturgia più tempestiva, impegnata e disposta a un monitoraggio dei nostri vizi, delle nostre mancanze, dei nostri slittamenti più o meno visibili.

Lo facciamo con “Trend – Nuove frontiere della scena britannica”, Festival di interesse culturale della Città di Roma, che ha il sostegno dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Dipartimento Cultura di Roma Capitale, a riprova di una politica che ha a cuore un rapporto con la scrittura della scena del nord Europa, scrittura incline ad eleggere il teatro a materia di studio, e a pratica civile di formazione della coscienza.

Riserviamo a “Trend” un progetto di opere prime per l’Italia (tutte tranne una), di scoperte di autori non ancora ben diffusi da noi, di drammatizzazioni recenti o di percezioni di fenomeni giovanili o post-giovanili attuali, perseguendo una ricerca di caratteri fuori dalle convenzioni, garantendoci studi del comportamento generazionale, inquieto, talvolta ancora rabbioso (in sacche extra metropolitane) delle fasce più acerbe o meno toccate dal benessere. Abbiamo alimentato un coinvolgimento di comunità di attori studenti, di compagnie in crescita, di interpreti meritevoli e singoli, inserendo nel cartellone anche artisti già ben riconoscibili.

In “Quietly” di Owen McCafferty affrontiamo un duello duro e insanabile, e ci addentriamo nelle spire dei pensieri, degli asti, delle coscienze sporche di due reduci, da opposti fronti, dei letali scontri epocali ai tempi dell’Ira. In “Dark Vanilla Jungle” di Philip Ridley sbattiamo con la faccia contro una vita a rischio di infelicità permanente che, come sembra avvenire in ogni inciviltà odierna, ritrae con un selfie spietato una ragazza priva irreversibilmente di generi di conforto. E sempre di Ridley, abbiamo isolato e adottato alcuni brevi atti unici finora non conosciuti, accorpabili in una serata monografica. In “Eigengrau” di Penelope Skinner entrano in ballo gli schemi che saltano, le regole che s’invertono, l’anaffettività di creature scambiabili, le amicizie profondamente di superficie, il nulla che si sposta e diventa nulla. In “Lungs” di Duncan Macmillan si dibatte sulla possibilità/volontà di avere un figlio nell’ambito di una vita di coppia, con un lento mutamento climatico che renderà tutto aleatorio, con una deriva che porterà lontano. In “The One” di Vicky Jones c’è un uomo che sta con una donna, e c’è una donna che è stata con quell’uomo, e c’è un meccanismo distruttivo, un ciclo violento, non senza additivi di assurdo, di sbilanciamento, di orrore impenitente di sé. In “Bitch Boxer” di Charlotte Josephine s’addensa l’autoritratto d’una ragazza che, priva del tutor paterno, aspira a candidarsi alle Olimpiadi di boxe, con un misto di vigore e di tenerezza, di muscoli e di idee, di tensioni e di anticlimax.

Un catalogo di testi che ha per target spettatori giovani e meno giovani, filo-britannici ma anche senza appartenenze, amanti di testi tutti da scoprire, un pubblico che con un biglietto teatrale risparmia il costo d’un viaggio a Londra o a Edimburgo.

Rodolfo di Giammarco

VISUALIZZA IL PROGRAMMA COMPLETO DI “TREND” PRESSO IL TEATRO BELLI

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