Incurante del maltempo che sta colpendo Roma, un’ondata di centinaia di fazzoletti gialli, verdi, azzurri, rossi, indossati soprattutto da ragazzi e anziani, ha invaso piazza di Santa Maria in Trastevere per la prima visita di Papa Francesco alla Comunità di Sant’ Egidio. Un pomeriggio iniziato alle 15 con l’alternarsi di musica e canti dal vivo e filmati sul megaschermo accanto alla Basilica, che ripercorrono il rapporto tra i predecessori di Francesco, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, e l’associazione fondata da Andrea Riccardi. Nel frattempo, varie personalità del mondo religioso e laico stanno facendo il loro ingresso nella chiesa: dal presidente della Comunità ebraica Riccardo Pacifici al fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari.

Papa Francesco è arrivato poco prima delle 17 nel quartiere romano di Trastevere, per l’incontro con i poveri della Comunità di Sant’Egidio. Come sempre, papa Bergoglio nel breve tratto di strada che ha percorso a piedi, e senza ombrello, ha salutato e stretto la mano ai tanti fedeli stipati dietro alle transenne. E prima dell’ingresso nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, il pontefice ha accettato la papalina offertagli da un bambino e, in cambio, gli ha donato la sua.
Un altro fedele gli ha offerto invece il “mate”, la tipica bevanda del Sud America: il pontefice l’ha assaggiata e, sorridendo, ha gesti ne ha commentato il sapore mimando con le mani “è così così”.

Dopo Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, anche papa Francesco incontrerà gli ospiti della Comunità, conoscerà le loro storie, le loro vite e ascolterà le loro preghiere. Si tratta di poveri, senza fissa dimora, famiglie, bambini, disabili, profughi, rom e sinti, stranieri emigrati, anziani e tutti coloro che “sono al centro del vangelo di Gesù”, spiega la Comunità di Sant’Egidio.

Il Papa attraverserà la basilica di Santa Maria in Trastevere, incontrerà i circa diecimila tra poveri e fedeli attesi e, insieme a loro, renderà omaggio all’icona della Madonna della Clemenza, la più antica immagine lignea di Maria presente a Roma. Quindi papa Francesco ascolterà otto testimonianze di persone in difficoltà, tra “nuovi europei” (stranieri immigrati), famiglie e bambini, anziani soli, clochard, rom e disabili: a loro dedicherà un momento di preghiera e un discorso.

“I poveri – spiegano da Sant’Egidio – sono al centro dell’attenzione e dell’ascolto, sono a pieno titolo familiari della Comunità”. E infatti, lasciata la basilica, Bergoglio camminerà fino alla sede della comunità, in piazza Sant’Egidio, dove incontrerà vescovi, sacerdoti e seminaristi, ma anche malati e altre persone disagiate, con cui continuerà a parlare per il resto dell’appuntamento, proprio come, prima di lui, avevano fatto negli anni passati i precedenti pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI”.

(Repubblica.it)