TUTTI IN MARCIA PER LA PACE

TUTTI IN MARCIA PER LA PACE

I pacifisti sono partiti da piazza Garibaldi ad Anzio per arrivare a piazza Cesare Battisti a Nettuno

Oltre un centinaio di ragazzi hanno marciato fra bandiere, cori e slogan. I ragazzi volevanoappendere il simbolo della pace sul balcone del Comune, ma il vicesindaco Ferrazzano lo ha vietato

I paladini della pace, ragazzi dai 14 ai 20 anni, in marcia da Anzio a Nettuno. Un corteocon qualche centinaio di studenti lunedì mattina ha attraversato le due città , partendo da piazza Garibaldi ad Anzio, fino ad arrivare a piazza Cesare Battisti a Nettuno. La manifestazione, organizzata dai ragazzi delle scuole medie superiori e dal comitato contro la guerra, è iniziata a suon di slogan pacifisti, e finita con alcuni interventi in piazza di alcuni dei manifestanti. Non sono mancati momenti di tensione. Salito su un balcone del Comune con il pretesto di fare delle foto, un ragazzo ha tentato di appendere la bandiera della pace. Dopo essere stato portato via dai dipendenti, sono saliti in Comune altri due manifestanti, per chiedere al sindaco o a chi per lui di mettere la bandiera. Non se ne è fatto nulla. Al di là della discussione,la marcia si è svolta all’insegna dell’unione, per dire “no” ad una guerra che spaventa e sembra imminente, fatta apposta nei giorni in cui la parola ultimatum risuona come un orologio sullo scacchiere mondiale. C’erano studenti delle scuole superiori, qualche universitario, ragazzi delle associazioni culturali, altri appartenenti ai Verdi, Rifondazione e Margherita. Ad aprire il corteo una fila di studenti con in mano un enorme lenzuolo bianco con la scritta “pace”, ma in molti si sono sbizzarriti a riciclare la bandiera della pace nei modi più strani, alcuni la usavano per cappello, altri come pareo, altri come sciarpa. In prima fila anche una donna con un neonato in braccio, e la bandiera ad uso coperta. Un caldo sole primaverile ha accompagnato per l’intera mattinata i manifestanti, tutti uniti dalla voglia di sfilare per le strade della città e lanciare un messaggio. Entusiasti, pieni di vita, cantando, camminando, portando in alto le decine di slogan: “La pace si costruisce con la pace, non con le bombe”, “Qualcuno ha deciso per gli italiani ma noi chiediamo la pace”. Un altro citava l’articolo 11 della Costituzione italiana: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli. E il governo italiano?… Bo!”. Instancabili hanno marciato senza fermarsi quasi mai. Unica sosta davanti al nuovo monumento di Santa Maria Goretti, in piazza San Francesco, qui il corteo si è fermato per qualche minuto, un ragazzo si è avvicinato alla statua deponendo la bandiera della pace.Dopo gli applausi tutti di nuovo in fila, fino all’edificio comunale, dove la marcia si è conclusa con qualche fischio di troppo.Il messaggio i ragazzi lo hanno lanciato, forte, e questo nessuno glielo ha impedito.

IL GRANCHIO28 marzo 2003Anno XII Numero 12

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