L ’Italia, un paese in sovrappeso

L ’Italia, un paese in sovrappeso

È il XXXVII Congresso nazionale di SIFO, la società di Farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie che ci conferma questa anomalia e fornisce dati per istituire un sistema di sorveglianza: in Italia sono pochi ancora i cittadini che mangiano bene e fanno attività fisica.

Secondo i dati, infatti, forniti dal sistema di sorveglianza Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia) attivato nel 2006 dal ministero della Salute, è risultato come, all’interno del contesto degli adulti, quattro italiani su dieci risulterebbero in eccesso di peso, seguendo una dieta poco regolare mentre solo un cittadino su tre può dirsi sportivo, svolgendo regolarmente attività sportiva.

Ma le abitudini degli italiani sono rimaste sempre le stesse? I nutrizionisti raccomandano almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno ma vengono assunte realmente? Secondo gli studi svolti, solo quattro persone su dieci consumano almeno 2/3 della dose consigliata e solo una persona su dieci arriva al dato ideale. Inoltre, dagli studi forniti, è facile intuire il profilo dei “mangiatori di verdure”, generalmente donne over 30 senza difficoltà economiche.

Per quanto riguarda i bambini, il sistema di sorveglianza Okkio alla salute controlla lo stato ponderale e gli stili di vita dei bambini delle scuole elementari di 8-9 anni. Infatti, così come gli adulti non riescono a convivere con una vita sana allo stesso modo i bambini ne seguono le orme, conducendo una vita sedentaria e mangiando troppo rispetto al necessario. I bambini, inseriti in questi gruppi di ricerca, non sono sottoposti solo a questionari ma sono regolarmente misurati e pesati da operatori delle Asl. Secondo le ultime rilevazioni disponibili, i cui numeri cambiano sostanzialmente da regione a regione, un bambino su cinque è in sovrappeso ( 20,9%), il 7,6% obeso mentre il 2,2 è gravemente obeso.

Oltre alla cura, è emerso dagli osservatori del Ministero come i comportamenti degli stessi operatori sanitari non corrispondono sempre a comportamenti corretti. Solo un cittadino su tre, infatti, ha riferito di aver ricevuto poca attenzione da parte degli operatori e, in particolar modo, alle problematiche referenti al problema della scarsa attività fisica così come al problema dell’eccessiva alimentazione. Questa disattenzione comporta non solo conseguenze che vanno inevitabilmente a cadere sulle abitudini alimentari e sulla salute degli Italiani ma anche sulla spesa della sanità pubblica per l’aumento delle prestazioni mediche.

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