La terapia intensiva del San Camillo invasa da pidocchi
Pulci e pidocchi di piccione tra i capelli dei pazienti del reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Camillo.
“Alcuni ricoverati sono stati rasati dagli infermieri, anche in via precauzionale”, raccontano preoccupati ed esasperati i parenti dei malati, che preferiscono rimanere anonimi, per una situazione “assurda, poco igienica, più volte segnalata e a rischio epidemia”, ma che ormai va avanti da troppo tempo.
Settimane fa, infatti, alcuni piccioni sono entrati nell’intercapedine sotto la finestra tra il primo e il secondo piano dell’ospedale sulla Gianicolense dove si trova uno dei sei reparti di terapia intensiva. Una volta intrufolati lì, tra l’avvolgibile della serranda e il controsoffitto, gli uccelli hanno costruito i loro nidi. Sono passate settimane e sono spuntati i primi casi di pidocchi. Tanto che anche qualche operatore sanitario se li è ritrovati tra i capelli. È scattato l’allarme.
“Temiamo un’epidemia in tutto il reparto. L’azienda sanitaria ha fatto degli interventi provvisori, ma solo per tamponare la situazione. Bisognava approfondire il problema. È una condizione troppo grave che non può succedere in un ospedale”, spiegano i familiari dei ricoverati.
Ma dalla direzione sanitaria ci tengono a rassicurare, garantendo che non c’è “nessun rischio epidemia”.
Non è il caso di fare allarmismi perché non ci sono stati e non c’è nessun problema per la salute dei pazienti legato a questo caso.
(Fonte Repubblica.it)
