L’aggressione a febbraio del 2014 ridusse in coma per lunghi mesi Chiara Insidioso Monda.

Quattro anni di sconto di pena in appello per Maurizio Falcioni, l’uomo accusato di aver massacrato di botte a Roma la fidanzata, uscita dal coma dopo molti mesi e attualmente ancora sottoposta a cure. L’uomo, imputato per tentato omicidio e maltrattamenti, è stato oggi condannato a 16 anni dalla prima corte d’Appello. In primo grado aveva avuto 20 anni dal gup in sede di rito abbreviato.

Immediata la rabbia della madre di Chiara che ha urlato contro i giudici. Il padre della ragazza, Maurizio Insidioso, ha accusato un malore e si è accasciato a terra: prima è stato soccorso sul posto e poi trasportato in ospedale in ambulanza.

“Ora sono in ospedale al Santo Spirito non ho tanta voglia di parlare sono stanco…ora è tutto buio…vedere lui ridere e darsi le pacche sulle spalle con il suo avvocato è stato duro….ne terrò conto….tu sarai il mio motivo di vivere ancora”, ha scritto poi su Facebook il padre di Chiara.

Le proteste sono proseguite anche fuori dal Tribunale da parte dei tanti amici della ragazza e della famiglia al grido di “Vergogna, vergogna”. Polizia, carabinieri e agenti della penitenziaria hanno faticato per mantenere la situazione tranquilla.

L’aggressione avvenne il 24 febbraio 2014. Chiara Insidioso Monda, diplomata all’Istituto alberghiero, aveva 19 anni; Falcioni 16 anni di più e faceva piccoli lavori nell’edilizia. I due erano da poco andati a vivere insieme ad Ostia. La violenza – secondo gli inquirenti – era iniziata per una gelosia. Lui l’accusava di avere un amante. Poi le botte, le ferite, i traumi. Fino al coma.