Tasi leggera sulle prime case. La proposta dell’assessore al Bilancio, Daniela Morgante, punta su un’aliquota bassa, al 2 per mille, al di sotto di quello che era stato visto come il limite minimo di partenza, il 2,5. Questa scelta di tutelare i proprietari delle prime abitazioni potrebbe però avere ricadute sull’aliquota delle seconde case, che potrebbe arrivare all’11,4 per mille.
Lo schema dell’assessore al Bilancio dovrà ora passare al vaglio della giunta e del consiglio comunale. Soprattutto dovrà incastrarsi con le difficoltà causate da uno squilibrio di bilancio che tra il 2012 e il 2014 vale circa 1,2 miliardi di euro. La Tasi (tassa sui servizi indivisibili) di fatto ha preso il posto dell’Imu e in parte è dovuta anche dall’affittuario. Il governo Letta aveva indicato come aliquota massima il 2,5 per mille con un possibile aumento dello 0,8 per mille a discrezione dei Comuni per le detrazioni. Quello 0,8 può essere spalmato sulle prime o sulle seconde case (per le quali l’aliquota di partenza è lo 10,6 per mille).